Attualmente, quella a cui stiamo assistendo è una profonda mutazione degli equilibri tra la dimensione politico-sociale dello Stato – ancora rigidamente vincolata a caratteri territoriali, normativi e culturali tipici di una nazione - e quella economico-finanziaria dei capitali liberati grazie ai precetti neoliberisti – non legati a vincoli di alcun genere e liberi di raggiungere le aree di maggiore redditività.
L’
abbandono del controllo dei movimenti di capitale è la chiave per interpretare
l’ attuale situazione di subordinazione della politica degli Stati rispetto agli interessi
economici di lobbies finanziarie sovranazionali.






